Madri-bambini: la musicalità, un « potenziale di creazione », di Anne Delavenne

Vincitrice 2006 Madri-figli: la musicalità, un « potenziale di creazione »
Nata nel 1982 a Saint-Germain-en-Laye (Yvelines), Anne Delavenne si è specializzata in psicologia cognitiva e psicologia della musica. La tesi che ha iniziato nel 2006 verte su un campo nuovo d'investigazione: la musicalità.
Che cos'è la teoria della musicalità?
Formalizzato alla fine degli ani 90, questo quadro teorico postula che ogni essere umano possiede una capacità - la musicalità - che è alla base della comunicazione corrente come anche dell'espressione artistica. La musicalità riunisce i suoni e i gesti all'opera nei rapporti interpersonali. Essa è molto presente nelle interazioni madre-neonato che, in mancanza di parole, si basano sulle emozioni condivise. Attraverso i ritmi e le intonazioni, le madri e i loro neonati possono intessere veri e propri proto-dialoghi ... Con il tempo, il corpo - e quindi le espressioni gestuali - occupano un ruolo crescente nei loro rapporti.
Che cos'è questo lavoro rivelato sulla maternità?
Per le madri, l'essenziale è lasciare che si sviluppi il potenziale di creazione nei rapporti con i neonati: balbettii, carezze, prosodie, espressioni del viso ... Questo potenziale è tutta la ricchezza all'opera nella musicalità. Ma i risultati del mio lavoro potranno anche aiutare gli operatori della perinatalità, come le puericultrici, a capire meglio le interazioni madre-figlio.
Lei suona la chitarra classica dall'età di 7 anni. È un caso?
Sono cresciuta con questo strumento; ho bisogno di suonare più volte a settimana. Questa pratica mi insegna a concentrarmi, mentre al contempo mi distende. È un'espressione artistica che impiega mezzi altri dallo strumento abituale - il linguaggio - e mette in valore l'emozione. Non siamo lontani dal mio soggetto di tesi...