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Vincitore 2010

Marie Odile SERINET-ORBACH

Il Comitato scientifico del premio “Pediatria sociale”, giunto alla quinta edizione, ha tributato la vittoria per il 2010 alla Dott.ssa Marie-Odile SERINETTE Orbach, medico presso l’Ospedale pediatrico e della riabilitazione pediatrica (HPR) di Bullion, nel Comune di Longchêne (Francia), per il suo progetto intitolato:

« I mercoledì di Elio: una risposta all’impatto della malattia cronica di un bambino ricoverato sulle relazioni interfamiliari (genitori e fratelli). Esperienza di una collaborazione tra un ospedale pediatrico specializzato in cure secondarie e riabilitazione e una rete sanitaria di prossimità nel dipartimento delle Yvelines.»

Laureatasi presso l’Università di Lille II nel 1997, la Dott.ssa Marie Odile SERINET-ORBACH dal 2006 esercita presso l’Ospedale pediatrico e della riabilitazione pediatrica (HPR) di Bullion e dal 2008 ha assunto la qualifica di medico ospedaliero. Titolare di un diploma universitario in Oncologia pediatrica, conseguito nel 1996, dal 2008 partecipa alla rete RIFHOP (Ematologia-oncologia pediatrica in Ile-de-France).

Specializzato in cure secondarie e riabilitazione, l’Ospedale pediatrico di Bullion, nel sud nel dipartimento delle Yvelines, accoglie bambini e adolescenti fino a 17 anni colpiti da patologie croniche o bisognosi di cure riabilitative. L’ospedale ha avviato una collaborazione con il Pallium, la rete di strutture per le cure palliative delle Yvelines meridionali, e offre un sostegno ai bambini affetti da patologie in fase terminale.

In questo contesto si inserisce il dispositivo denominato “I mercoledì di Elio” che consiste nell’offrire dei seminari di relax, di art therapy, gruppi di sostegno psicoterapico e gruppi di autoaiuto ai bambini e gli adolescenti ammalati e alle loro famiglie. E tutto ciò, in accordo con gli operatori sanitari locali.

L'idea nasce dal rafforzamento della collaborazione tra le due strutture e si propone di fornire un sostegno più efficace ai bambini con malattie croniche e alle loro famiglie, in particolare nei casi di ospedalizzazione prolungata. Tra i bambini ricoverati nell’ospedale di Bullion, i responsabili del progetto hanno effettivamente trovato “una popolazione per la quale il mantenimento di legami familiari potrebbe essere messa a dura prova da fattori quali il ricovero in ospedale, a volte lontano da casa (in provincia, nelle Antille, all’estero), le barriere linguistiche o culturali e, infine, l'isolamento geografico proprio della struttura di Bullion”.

L'obiettivo del progetto è quello di rafforzare i legami familiari all'interno di questa popolazione particolarmente vulnerabile, sostenendo i genitori e i fratelli (le cui difficoltà sono spesso messe in ombra dalla gravità della malattia cronica), in particolare nel contesto di azioni di gruppo. L'obiettivo secondario è quello di sensibilizzare le squadre di operatori (badanti, assistenti sociali e insegnanti) e gli attori locali del domicilio rispetto ai segnali che rivelerebbero un indebolimento dei legami familiari.

In pratica, verranno organizzati dei gruppi di autoaiuto per genitori, basati sull’espressione verbale e corporea; un seminario per “non avere paura delle proprie emozioni” dedicato a fratelli e sorelle (i più trascurati dal follow-up...); interventi di mediazione interculturale, a livello individuale o collettivo. Del Consiglio Direttivo fanno parte il team di progetto (formato da un pediatra, uno psicologo, un’infermiera coordinatrice della rete e un caposala ospedaliero), il rappresentante di ogni struttura partner e un genitore di un bambino ammalato (ora guarito). Nel lungo termine l’obiettivo consiste anche nel comunicare alle autorità di regolamentazione (in particolare al Servizio Sanitario Regionale), le esigenze identificate e le risposte elaborate.